LA SERIE C NELL'IMMEDIATO DOPOGUERRA

La Seconda guerra mondiale ferma ogni attività federale per un anno; il Faenza ricomincia dalla Serie C regionale 1945-46. I biancazzurri iniziano il campionato allenati da Giordano Varoli, rimpiazzato poi da Giovanni Ravasi, mentre il presidente è Vittorio Farolfi. Il bomber Ettore Bertoni sigla 24 reti, ma nonostante l’attacco manfredo risulti il più prolifico del girone, la difesa non è sempre impeccabile e la squadra si piazza soltanto quinta.

Nel 1946-47 Mario Zappi assume la presidenza ed affida a Pio Gramigna la panchina della squadra che partecipa alla serie C stavolta a carattere interregionale. La partenza di Ettore Bertoni toglie competitività ed i biancazzurri devono accontentarsi di un nono posto.

Ancora un cambio tecnico e dirigenziale nel 1947-48: Angelo Roversi assume l’incarico di allenatore e Raffaele Galeffi quello di presidente. Il nuovo campionato nella serie C Interregionale è fallimentare: la squadra vince soltanto quattro partite in trenta giornate e finisce all’ultimo posto, retrocedendo nella neonata Promozione Interregionale, creata alle spalle della nuova serie C nazionale. Le uniche due note positive della stagione sono le reti dell’attaccante Corrado Nugnes e la buona impressione suscitata dal giovane esordiente Enzo De Giovanni.

La Promozione Interregionale

Nell’estate 1948 Antonio Magnani diventa presidente del Faenza, affidato all’allenatore e giocatore sardo Luigi Uneddu; la squadra giunge sesta in Promozione Interregionale.

Cambia nuovamente tutto nel 1949-50: Raffaele Galeffi torna alla presidenza e la panchina finisce nelle mani del tecnico Ferruccio Rocco. La squadra si classifica tredicesima in Promozione Interregionale, comunque lontana dalla zona retrocessione; il bomber biancazzurro è Giovanni Oriani, autore di 16 reti.

Nel 1950-51 il Faenza si piazza quinto in Promozione Interregionale, trascinato da Dante Nardi, centrocampista dalle ottime propensioni offensive, autore di 15 reti. Questa è anche la stagione d’esordio fra i pali biancazzurri del sedicenne Attilio Santarelli, portiere deciso e spericolato, poi protagonista in serie A nel Bologna.

Nel 1951-52 Ivo Fiorentini torna alla guida del Faenza, portandolo al sesto posto in Promozione Interregionale. L’attacco manfredo risulta il più prolifico del girone con 68 gol; miglior realizzatore biancazzurro è Silvio Tramontana, che mette a segno diciotto reti, mentre undici a testa le realizzano Alberto Baruzzi e Franco Loreti. Sul campo neutro di Ravenna, il Faenza perde lo spareggio per la promozione in Quarta Serie contro il Baracca Lugo per 4-1, ma in seguito la FIGC lo ammette ugualmente alla categoria superiore.

Gli anni della Quarta Serie

Nel 1952-53 Antonio Magnani torna alla presidenza della società biancazzurra e Vincenzo Costa ne diventa l’allenatore. In Quarta Serie la squadra si classifica ottava, ottenendo alcune vittorie sorprendenti come il 3-0 interno sull’Ascoli ed il 6-0 sul Castelfidardo.

Nel 1953-54, allenato da Guerrino Carraro, si piazza sesto in Quarta Serie, precedendo diverse squadre come Pistoiese, Siena, Forlì e Cesena. Da sottolineare anche gli 1-2 in trasferta ottenuti a Pistoia e Cesena. La squadra non ha marcatori particolarmente prolifici, però riesce a rendersi sempre pericolosa grazie ad un collettivo solido e di buona qualità.

Nel 1954-55 per il secondo anno consecutivo il Faenza è sesto classificato in Quarta Serie. Il nuovo presidente Ernesto Vassura affida la conduzione tecnica dapprima a Renzo Cavallina, poi al subentrante Savino Bellini. L’attacco manfredo è sostenuto soprattutto da Gaetano Vallini, autore di undici reti.

Gli avvicendamenti dei mister sono ormai all’ordine del giorno: nel 1955-56 il Faenza inizia la Quarta Serie allenato da Savino Bellini, che poi viene rimpiazzato da Mario Rosetti. È una stagione difficile, tuttavia i biancazzurri si salvano, chiudendo in tredicesima posizione, con un punto di vantaggio sulla zona retrocessione. In particolare si mostra troppo fragile il reparto difensivo, che subisce ben 57 reti in 34 partite.

Nel 1956-57 il nuovo presidente del Faenza è Domenico Castellini, mentre alla guida tecnica torna per la terza volta Ivo Fiorentini. In Quarta Serie la squadra si posiziona subito a centro classifica, chiudendo in ottava posizione. Goleador principe è Massaia, autore di dodici reti. Nel 1957-58, in Quarta Serie il Faenza affidato all’allenatore Mario Rosetti trova subito un giusto equilibrio e guadagna un buon sesto posto finale, sostenuto dalle reti di Ivo Bighini, Franco Cottignola e Marcello Sanzani. Parecchi punti vengono conquistati sul campo di casa del “Bruno Neri”, nel quale vince soltanto il Fano.

L’anno “nero” del Faenza arriva invece nel 1958-59. Un nuovo rimpasto dirigenziale riporta alla presidenza Mario Zappi, che affida la squadra a Giacomino Neri. Privo di alcuni punti di riferimento della precedente stagione, come Cottignola, Bighini e Matteucci, il Faenza mostra subito la sua debolezza e si posiziona presto nella parte bassa della classifica della Quarta Serie. Negli ultimi dodici turni la squadra manfreda ottiene dieci sconfitte e due pareggi, scivolando all’ultimo posto e retrocedendo.

La parentesi nei Dilettanti

Dopo la retrocessione nel campionato Dilettanti, nel 1959-60 il Faenza cambia tutto: nuovo il presidente, Gastone Panzeri, e nuovo anche l’allenatore, Giulio Tabanelli, che dopo dieci giornate viene rimpiazzato da Libero Zattoni. Con quest’ultimo tecnico la squadra inizia a girare alla grande, tanto che nelle ultime venti giornate i biancazzurri conquistano 17 vittorie e tre pareggi. Al termine il Faenza divide il primo posto col Riccione, poi battuto nello spareggio per la vittoria del campionato sul campo neutro di Cesena. Ma viene fermato proprio all’ultimo dall’Argentana, che nel doppio spareggio per la promozione dapprima vince per 2-0 in casa, poi pareggia al “Bruno Neri” per 1-1. Protagonista della stagione è l’attaccante Giancarlo Brighi, autore di venti reti, tuttavia si mettono in luce anche il giovane Zino Zani ed il centrocampista Nevio Merendi. Nel campionato Dilettanti 1960-61, affidato a Giorgio Fioravanti, il Faenza non va oltre il settimo posto finale. Nuovo ribaltone ai vertici prima del campionato Dilettanti 1961-62: Livio Sangiorgi diventa presidente e la guida tecnica va nuovamente a Libero Zattoni. Dopo un avvio stentato, i biancazzurri inanellano 23 risultati utili consecutivi e vincono il campionato con un punto di vantaggio sul Cattolica. Negli spareggi promozione, in semifinale il Faenza supera la Portuense, poi in finale soccombe al Carpi, ma in seguito viene ugualmente ammesso in serie D.

Gli anni della Serie D

Dunque nel 1962-63 il Faenza si affaccia per la prima volta al campionato di serie D. Il nuovo presidente Vincenzo Tassinari conferma l’allenatore Zattoni, che però all’inizio del girone di ritorno viene sostituito dall’ex giocatore Enzo De Giovanni. La stagione dei biancazzurri procede sul filo della sofferenza, ma grazie alla vittoria ottenuta nell’ultima giornata contro il San Donà, la squadra agguanta la stessa formazione veneta al terz’ultimo posto in classifica, poi nello spareggio per non retrocedere sul campo neutro di Lendinara batte 4-0 lo stesso San Donà e conquista la salvezza, spinto da una doppietta di Vincenzo Donatelli e dalle reti di Renzo Laghi ed Enzo Gerardi.

Nel 1963-64 il Faenza si ripresenta in serie D allenato da Ivo Fiorentini, poi rimpiazzato dapprima da Enzo De Giovanni, quindi da Giulio Tabanelli.

I biancazzurri navigano a lungo nelle zone centrali della classifica, chiudendo in decima posizione, lontani dalla zona retrocessione. L’anno dopo, il Faenza ha una partenza abbastanza stentata, poi risale le posizioni in classifica fino ad un discreto settimo posto finale.

Nel 1965-66 la presidenza del Faenza passa a Deo Errani, mentre l’allenatore Giulio Tabanelli viene rimpiazzato dopo appena tre giornate da Giancarlo Capucci. Fin dalle prime giornate della serie D, complici cinque sconfitte consecutive in partenza, i biancazzurri si ritrovano in fondo alla classifica, poi nel ritorno la situazione migliora e, grazie a cinque vittorie consecutive al “Bruno Neri”, si portano in salvo, chiudendo al quattordicesimo posto, due punti sopra la zona retrocessione. Renzo Laghi con quindici reti è il re dei cannonieri biancazzurri.

Nel 1966-67 si verifica l’ennesimo avvicendamento ai vertici societari: Errani passa la presidenza a Livio Sangiorgi. In serie D la partenza è deludente e la prima vittoria arriva soltanto all’ottava giornata, poi la squadra nel girone di ritorno vince quasi sempre al “Bruno Neri” e chiude al dodicesimo posto.

Nella serie D 1967-68 il Faenza allenato ancora da Capucci parte col vento in poppa e dopo cinque giornate si ritrova clamorosamente al vertice della classifica, poi un calo evidente lo fa scivolare al nono posto finale. Nel 1968-69 Gastone Panzeri torna alla presidenza del Faenza, affidato al tecnico Rodolfo Beltrandi. I biancazzurri partono col piede giusto e si posizionano nella parte alta della classifica, facendo leva sulle partite casalinghe: al “Bruno Neri” raccolgono complessivamente undici vittorie, quattro pareggi e due sconfitte, giungendo al quarto posto finale.

L’anno successivo la presidenza viene affidata a Carlo Fanelli, mentre il tecnico Beltrandi viene sostituito dopo nove giornate dal faentino Attilio Santarelli, ma la stagione si conclude con l’ultimo posto e la retrocessione nel campionato di Promozione regionale.